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Le vie del signorotto.... non sono finite! |
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Scritto da Giuseppe Fappiano
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Mercoledì 04 Aprile 2012 16:23 |
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Forse non tutti sanno che tra i progetti esecutivi predisposti dall'ex amministrazione Barbieri/Santagata, perseguita anche dall'attuale amministrazione Santagata, c'è quella dello spostamento di circa 15 metri più a valle dell'attuale strada che, lambendo l'antica “Tinta”, sale verso Cerreto Vecchio.
Un progetto di circa 200.000 euro che sarà verosimilmente finanziato con l'accensione di un nuovo mutuo, con l'aggravio degli interessi ventennali, che andrebbe ad appesantire ancor di più il debito del già abbondantemente indebitato comune di Cerreto Sannita.
Se si fa un piccolo sopralluogo passando d'avanti all'antica Tintoria di Cerreto Vecchio, ci si può accorgere che le sue mura, prospicienti la strada, sono predisposte per la prosecuzione della muratura.
E' evidente che la mancata chiusura del muro perimetrale dell'antica Tinta dipende essenzialmente dal fatto che quella costruzione deve continuare ed invadere sull'attuale strada comunale.
Strada che dovrebbe essere limite invalicabile per una proprietà privata qual'è la Tinta ma che a Cerreto Sannita, il paese del “possibile”, se non è possibile si creano adeguate condizioni affinché sia tutto possibile; anche costruire sul “demanio comunale”.
Ma, forse, lo “spostamento” della strada 15 metri più a sud, ha proprio questa finalità; permettere di liberare spazi al fine di permettere di proseguire la costruzione della Tinta sull'attuale strada comunale.
Ma non è tutto.
Se, a questo, aggiungiamo che l'amministrazione comunale ha messo in vendita anche la vecchia cabina dell'acqua che è nei pressi della Tinta, allora il quadro generale della situazione prenderà una sua precisa fisionomia. Come una sua precisa fisionomia e “utilizzabilità” ha il predisposto progetto
Infatti lo spostamento a valle della strada aggirerebbe l'area dove c'è l'attuale cabina dell'acqua dismessa e sboccherebbe a monte della stessa cabina creando così una “zona franca” dove la proprietà dell'antica Tinta, attraverso l'acquisizione anche della ex cabina dell'acqua, possa tranquillamente continuare la costruzione del muro dell'antica Tinta ed avere così anche la disponibilità di tutto il terreno demaniale costituito dalla strada dismessa e da buona parte di terreno che dovrà essere espropriato. Il tutto a spese dei contribuenti di Cerreto. A questo proposito ho predisposto una piccola planimetria di come sarà l'area dopo lo spostamento della strada.
Ma v'è di più. Io non so quanto sia stata alta originariamente l'antica Tintoria ma è evidente che la muratura, oltre che a espandersi in orizzontale, si espande in modo osceno anche verticalmente avendo già adesso abbondantemente superato le altezze massime previste dalla Legge che regola il Piano Regolatore Comunale.
Ma, bizzarria della sorte, nel 2004 l'amministrazione Barbieri/Santagata rinunciò al diritto di prelazione per l'acquisto dell'antica Tintoria, per l'irrisoria somma di €. 20.000 con la giustificazione che il comune era indebitato e, quindi, non poteva affrontare l'esosa spesa, ed ora invece ha capacità economica per spendere oltre 200.000 euro per un'opera inutile e dannosa per la collettività ma utile solo per qualche fedele elettore.
Io spero, onestamente, che l'indignazione di Voi cerretesi contro questa amministrazione comunale, arrogante e presuntuosa, si faccia evidente risvegliandovi dal torpore che vi vede incatenati. |
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Il silenzio dei colpevoli |
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Scritto da Italo D'Andrea
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Mercoledì 04 Aprile 2012 16:22 |
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Facile attaccare le nuove generazioni, troppo facile scaricare le colpe sui nuovi cittadini. Ancora più facile se questi sono effettivamente assopiti. Negli anni quaranta i giovani morivano per degli ideali. Fino agli anni novanta i giovani combattevano per le loro convinzioni. Nel nuovo millennio i giovani credevano in qualcosa e, nonostante tutto, pochi morivano ancora per le proprie idee. Oggi pochissimi hanno delle idee, attualmente pochi o nessuno sprecano parole per uno straccio di ideale. Fin quando mamma e papà saranno lì a pensare, a pagare e a ragionare per te: perchè sforzarsi? Per quale motivo tentare di elaborare concetti con la propria testa? Troppo faticoso!!! Meglio perdersi in qualche stupido social network piuttosto che interessarsi della vera società. Molti anni fa piccoli uomini, non ancora ventenni, morivano ingiustamente per delle guerre che non avrebbero mai voluto combattere e, soprattutto, davano la vita perchè queste potessero finalmente cessare. Ora grandi bambini, ormai quasi ventenni, perdono la vita tre o quattro volte al giorno a seconda del videogames e preferiscono dare la vita piuttosto che leggere qualche riga di qualsiasi quotidiano. Questa triste condizione, figlia del regresso morale, condizionato da TV spazzatura e dalla ributtante informazione di regime, si è ormai diffusa in tutta la nazione e non possiamo far altro che prenderne atto. A livello locale la situazione non migliora, anzi precipita nel più profondo dei burroni. Cerreto è ahimè, nel sul piccolo, l'esempio negativo per eccellenza. La vita politica e sociale, infatti, non interessa al giovane cerretese. Il paese sta ormai piombando nel periodo più nero della sua storia. Ma voi sentite qualcuno? Una classe politica di inetti o, per meglio dire, un'intera generazione di incapaci ha fatto sì che questo paese si indebitasse all'inverosimile eppure nessuno spende una misera parola. I nostri cari signorotti locali hanno ormai chiaramente palesato le loro incompetenze, hanno persino dichiarato autonomamente di non essere in grado di amministrare la cosa pubblica affidando incarichi a persone esterne, sconosciute: ma niente!! tutto tace e nessuno riesce ad indignarsi. I ragazzi dovrebbero essere i primi a ribellarsi poiché è con il loro futuro che questi pseudo amministratori stanno giocando. Ma purtroppo lo stato delle cose è ben diverso. Allora mi permetto di dire: tu giovane cerretese che vedi morire il tuo paese senza aprire bocca, tu giovane cerretese che mamma e papà ti hanno detto per anni chi votare, tu giovane cerretese che non ti sei mai chiesto il perchè di quel voto, tu giovane cerretese che ti avvicini alla politica solo in periodo elettorale, tu giovane cerretese figlio di raccomandati e speranzoso di essere raccomandato, tu giovane cerretese già assuefatto dalla logica dell'interesse personale, tu giovane cerretese che vedi i tuoi coetanei partire per cercare lavoro altrove, tu giovane cerretese che ti lamenti che al tuo paese non c'è un'anima viva, tu giovane cerretese bravo a lagnarsi dei problemi solo nei bar, tu giovane cerretese senza coraggio di ribellarti ma con tanto fiato per lamentarti, tu giovane cerretese pronto a chinare la testa al nuovo padrone, tu giovane cerretese che hai in tasca la tessera di un partito di cui a stento ricordi il significato dell'acronimo, tu giovane cerretese che ignori cosa sia un partito, tu giovane cerretese che vomiti in piazza per festeggiare l'elezione del nuovo sindaco, tu giovane cerretese che ogni comizio è buono per scroccare una cena, tu giovane cerretese che ti senti un eroe se qualcuno ti ordina di incatenarti davanti all'ospedale, tu giovane cerretese che preferisci abboccare ad una nuova promessa, tu giovane cerretese che ingoi menzogne grosse come anfiteatri, tu giovane cerretese che è già un miracolo che hai letto fin qui l'articolo, tu giovane cerretese abituato a leggere vergognosi articoli anonimi di tuoi penosi concittadini, tu giovane cerretese che in quella cabina elettorale hai consapevolmente deciso di uccidere il tuo paese, tu giovane cerretese che hai deciso di non decidere il tuo futuro, tu giovane cerretese che hai rinunciato di dare al tuo paese un futuro, tu giovane cerretese che non riesci ad indignarti se a tuo padre/madre sul comune non viene pagato lo stipendio, tu giovane cerretese che non riesci ad indignarti se tuo padre/madre ti dice di tacere, tu giovane cerretese che taci: sei già un vecchio cerretese, sei già colpevole. |
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Quando i "black block" di Cerreto devastano Fontana Paradiso |
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Scritto da Giuseppe Fappiano
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Mercoledì 04 Aprile 2012 16:22 |
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Cerreto Sannita non è solo il paese a pianta “Castra” organizzata a cardi e decumani, o il paese della ceramica settecentesca, e neppure solo la città di arti e professioni oramai dimenticate. Cerreto è anche la città di antichissima tradizione transumante poiché fornita di pascoli immensi e sorgenti d'acqua copiose che fanno invidia alle verdi terre Irlandesi. Una realtà che ha permesso al paese medievale di diventare un centro economico nevralgico per lo sviluppo della pastorizia e, conseguentemente, della produzione della lana e dei prodotti da lei derivanti.
Quindi l'attività economica si sviluppava prevalentemente sulle montagne di Cerreto dove da marzo a settembre pascolavano mediamente circa 700.000 pecore oltre a capre, cavalli, muli, asini, cani ecc... per poi transumare a ottobre verso climi più miti nelle Terre d'Otranto, Monte Coppe era un brulicare inimmaginabile di animali e persone. Il cuore pulsante oltre che economico, sociale e multi-culturale poiché attraverso la transumanza si incrociavano lungo il Tratturo, genti di variegate terre. Su Monte Coppe si sviluppa una rete di sentieri che portano su un braccio importante del Regio Tratturo che si collega direttamente sull'autostrada verde Pescasseroli-Candela in prossimità di Bojano.
Ovviamente, a quel tempo, essendo queste montagne molto antropizzate, furono attrezzate con varie infrastrutture per soddisfare i bisogni umani primari che permettessero un utilizzo compatibile delle risorse del suolo poichè quel luogo era fonte di una fiorente economia. Terrazzamenti, muri a secco, recinti, abbeveratoi, ricoveri per i pastori. Tutti manufatti antichissimi costruiti con antiche tecniche costruttive con pietre a secco che si integravano perfettamente nel contesto ambientale e che lo regimavano correttamente. Fino a qualche tempo fa, prima che si costruisse sul Monte Coppe la strada “Panoramica”, tutto si era conservato in modo quasi sacrale da parte dei pastori. Ogni pietra, ogni casella, ogni abbeveratoio, ogni terrazzamento o muro a secco portava con se il ricordo di chi materialmente lo aveva costruito o vissuto rendendo a loro l'immortalità della memoria dei propri discendenti. Una fotografia senza tempo di ciò che era! Luoghi di grande interesse culturale ed architettonicamente e storicamente importanti. Luoghi patrimonio della “memoria collettiva” cerretese.
Ora, in un paese dove si professa la “cultura storica”, ci si aspetterebbe che questo patrimonio fosse tutelato integralmente senza modificalo o trasformarlo, dove ogni singola pietra è un pezzo di storia ci si aspetterebbe che tutto ciò fosse protetto integralmente. Ed invece l'amministrazione comunale è sempre intervenuta con progetti ed opere vandaliche devastatrici. Luoghi, fontane, grotte, chiese rupestri, emergenze geologiche da conservare e tutelare e da tramandare ai posteri, rispettandone il valore immenso storico-culturale ed ambientale, ridotti ad una massa informe che ha snaturato completamente ciò che i nostri avi, nei millenni precedenti, ci avevano lasciato in eredità. E quel bene inestimabile così gelosamente conservato e tramandato, anche nella sua povertà di materiali e difetti, era patrimonio culturale di tutti e per questo nessuno aveva il diritto di modificarlo. Un'architettura povera costruita con pietre che la nostra gente ha lavorato a mani nude e con attrezzi di fortuna. Ed invece da più e più anni l'amministrazione comunale di Cerreto Sannita e la Comunità Montana, con un'azione “sinergica” e con interventi “ignoranti”, hanno trasformato luoghi carichi di storia quasi mistica. Fontane, infrastrutture, o semplici ricoveri di pietra di grande valore storico-architettonico ed ambientale inquinati in modo irreversibile. Gli esempi sono tanti e si spazia dalla Leonessa, al Regio Tratturo, al Ponte di Annibale, alla Tinta, alla Fontana Paradiso, al Ponte Vallantico, eccetera eccetera.
L'inquinamento culturale e archeologico che si sta consumando, e che in buona parte è stato già portato a termine, è la sistematica cancellazione delle tracce millenarie della nostra storia e della nostra cultura del Sannio Pentro, contadina, rurale e della montagna. E questo è un crimine storico-ambientale di cui è complice anche il Ministero dei Beni culturali che permette certi interventi e che non ne controlla il risultato finale, permettendo ed autorizzando amministratori, tecnici e ditte non specializzate nel recupero e restauro dei beni culturali ad intervenire indiscriminatamente con interventi che cancellano definitivamente ed irreversibilmente tracce della nostra antica storia. Cerreto, tra bandiere arancioni (che ci costa 2.500 euro all'anno), organizzazione di eventi farsa, nonché l'esasperata pubblicizzazione della struttura architettonica cerretese, devastata e decadente, e l'enfatizzazione e la cattiva pubblicizzazione della ceramica cerretese, pare, non esiste più nulla mentre “fuori le mura” si devasta. Si dimentica che Cerreto Sannita, se tal è, è perchè l'hanno costruita i contadini, i pastori, gli artigiani che hanno lasciato tracce ed opere che le amministrazioni comunali che si sono succedute hanno utilizzato come materiale con cui costruire il clientelismo politico. In realtà ciò che si definisce “politica” è una massa informe blobbesca che utilizza il territorio senza conoscere e rispettarne la storia. Luoghi che dovrebbero essere semplicemente restaurati, con metodi e tecniche antiche e con materiale autoctono, sono oggetto di interventi che cancellando definitivamente il reperto archeologico. Un po' come se in fase di restauro della Gioconda il restauratore disegnasse sullo sfondo automobili ed aerei.
I BLACK BLOCK CHE DEVASTANO STORIA E CULTURA
Questo avviene su tutti gli interventi di “Recupero e conservazione.....” come recitano le delibere che l'amministrazione comunale emana per giustificare spese esose per interventi che cancellano al storia. L'ultimo esempio è lo scempio di “Fontana Paradiso” di Cerreto Sannita, dove antiche storie della transumanza si intrecciano con leggende popolari da cui nacque il nome “Fontana Paradiso”. Importo dei lavori per la sua devastazione €. 90.000. Orbene, l'amministrazione Santagata, nella sua opera lanzichenecca, ha pensato bene di smontare pezzo pezzo le pietre dell'antica “Fontana Paradiso”, riassemblandola senza alcun criterio ed inquinandola con materiali provenienti da chissà dove, cancellando così tutto il carico di storia, di cultura e di fascino che quel luogo ha trasmesso nei millenni. Della “Fontana Paradiso”, magari invasa dai rovi, sbilenca ma intrisa della storia che si portava dietro, ora è diventata un'anonima “fontana in plexiglas”.
Ebbene si, come avviene oramai da tempo in questo paese, tutto ciò che viene toccato da un interesse, vuoi politico vuoi clientelare, assolutamente tutto viene devastato e cancellato nella sua originalità. Mai e poi mai l'escursionista o il semplice amante della natura in cerca del suo equilibrio naturale potrebbe mai immaginare che sulla Parata di Cerreto, a mille metri di altezza, tra pascoli rigogliosi, mandrie di mucche e greggi di pecore si potesse imbattere in una fontana in “plexiglas”. A Cerreto, la città dell'impossibile, accade anche questo: una fontana millenaria testimonianza dell'antica pratica della transumanza, smontata pezzo pezzo, modificata e modellata ad uso e consumo dell'ignoranza! Io mi chiedo qual'è la differenza tra un black-block che incendia una macchina, frantuma qualche vetrina o imbratta di vernice un muro e chi, con interventi scellerati devasta luoghi e monumenti della nostra storia. Ebbene una differenza c'è: il black-block se distrugge viene giustamente arrestato e paga di persona per il danno arrecato. Il politico, l'amministratore, il tecnico, l'ingegnere, l'architetto, che distrugge pezzi di storia, invece, utilizza fondi pubblici e non paga quasi mai per gli scempi commessi. |
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